Ho già avuto occasione di scrivere in questo giardino d’inverno di feste “comandate”, ma a distanza di anni le cose per me sono cambiate. O forse più semplicemente sono cambiata io. Chissà?

Domenica è Pasqua e occorre fare il punto della situazione. I miei limiti alimentari si sono leggermente allargati. Continuo a non poter mangiare la cioccolata (e per fortuna quest’anno i miei tre figli mi hanno chiesto di non regalare loro le uova, insoddisfatti delle sorprese che anno dopo anno si sono trovati tra le mani).

In realtà, non l’ho mai scritto, ma tra gli ingredienti che mi mancano di meno da quasi vent’anni di convivenza con le allergie c’è proprio il cioccolato. Non sono mai stata una grande appassionata di cacao e nocciole, per la verità.

La colomba invece…

Ecco, devo dirvi che quella mi è mancata tantissimo! Non so se avete notato, ma ho usato il passato. Sì, perché due settimane fa ho comprato una colomba – senza canditi – per i miei figli. L’anno scorso l’avevano mangiata volentieri e ho pensato di replicare quando mi sono scontrata con il carrello contro una pila di dolci pasquali.

Evidentemente nel 2019 non ne hanno voglia.

Che cos’ho fatto? Ho studiato la composizione dalla scatola e ho provato ad assaggiarla (levando la parte glassata coperta di mandorle). Sapete già cosa mi è successo? Allo scadere delle fatidiche 72 ore ho cominciato a sentire un insistente prurito alle gambe… Della serie mi è andata bene! E credo che mi ci vorranno altri vent’anni prima che mi ritorni la voglia.

Delusa dal mio sistema immunitario e depressa perché la mia voglia di dolcezza non può essere soddisfatta aggiungendo un alimento della tradizione nella dieta, mi sono dedicata alla lettura in anteprima del saggio di Alberto Simone dal titolo “Ogni giorno è un miracolo”, edito da Tea edizioni.

Sono sempre stata una lettrice forte, forse anche a causa del mio lavoro, ma negli ultimi anni mi sto concentrando sulla saggistica che viene definita di self-help (auto-aiuto).

L’autore, scrittore, regista e sceneggiatore descrive il suo ultimo libro come la narrazione di “una specie di storia d’amore”.

Da una parte c’è il saggista, l’innamorato, dall’altra parte c’e la vita. Come tutti ha avuto i suoi contrasti e incomprensioni, ma in fondo la cosa più difficile è stata capire il modo, a volte incomprensibile, in cui la vita ha scelto di amarlo.
Tutti noi vorremmo evitare la sofferenza, la separazione e le molte cose spiacevoli che la vita potrebbe mettere sul nostro cammino, ma nulla e nessuno ci può garantire che questo accada. La sola libertà che la vita ci concede è quella di goderci comunque il viaggio, se ne siamo capaci.”

L’idea della resa alla potenza della vita può fare paura, ma quando la capisci e la accetti, quello è il momento in cui togli il piede dal freno e cominci a vivere pienamente, in cui diventi capace di amare nello stesso modo i giorni di sole e quelli di tempesta. E finalmente comprendi che ogni giorno è un miracolo.”

Possono sembrare delle frasi esagerate, ma fidatevi, si tratta di un racconto su come accettare ciò che la vita ci mette di fronte e capire che, come le molteplici allergie nel mio caso, possono essere un’occasione per crescere ed evolvere, per diventare una persona migliore. Di come la memoria possa giocarci “brutti scherzi”, della plasticità del nostro cervello.

E’ un libro che ho divorato in un paio di pomeriggi, ma si presta ad essere centellinato nel tempo grazie a capitoli brevi ma tutti densi di significato su cui potersi soffermare (o da riprendere nei momenti no). E’ ricco di citazioni che a me piace appuntarmi tra frigorifero, specchi e agende.

Una di questa appartiene al Dalai Lama: “la felicità è la più alta forma di salute”. Della serie: nonostante le nostre allergie più o meno mediate, cerchiamo di essere felici (e non solo a Pasqua) perché stiamo più bene.

Non a caso l’autore parla anche della Psiconeuro-endocrino-immunologia (PNEI), di cui avevo già scritto. “Attraverso il sistema ormonale il corpo risponde immediatamente non solo alle emozioni che proviamo ma anche ai nostri pensieri. Le ghiandole rilasciano istantaneamente gruppi di ormoni specifici, sia che rispondiamo emotivamente a eventi reali, che immaginari. […] Il nostro corpo vive tutte queste emozioni negative provocate da memorie, esperienze nel presente o anticipazioni negative del futuro, come una minaccia.” Consiglia quindi di curare il corpo e l’alimentazione, ma di “praticare anche una vera e propria ecologia” dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Per finire, la lettura di questo manuale sul buon vivere, mi ha fatto riflettere sulla quantità di saggi che negli anni hanno accompagnato la mia convivenza con le allergie e che ho trascurato di trattare tra queste pagine virtuali nella convinzione che agli allergici non interessino. Non so quanto le mie allergie mi abbiano spinto verso certi argomenti e quanto viceversa certi autori mi abbiano permesso di accettare la mia condizione di pluriallergica con una maggiore tranquillità.

Voi cosa ne pensate? Potrebbe interessarvi un approfondimento di saggi e autori che aiutano a vivere meglio (con o senza le allergie)?

In attesa di un vostro feed back, auguro a tutti voi e alle vostre famiglie buona Pasqua!

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