La vita sociale di un’allergica al nichel è complessa.

Data una dieta restrittiva come la mia, a causa del nichel, il primo problema da affrontare nella giornata è la colazione. Ok, nessun problema. Caffè, latte e una tonnellata di zucchero.
Segue il pranzo: o carne o pesce o formaggi.
Poi c’è la cena: idem come sopra.
Nessun problema, direte voi. Oddio, qualche problema dopo un po’ di tempo sorge.

Prima di tutto nelle relazioni umane.
E’ dura rifiutare da chiunque, colleghi o amici, qualsiasi forma di alimento diverso da carne, pesce o formaggio e non è che tutti se ne vanno in giro con un pezzo di grana padano nella borsa o un paio di fette di prosciutto nella cartellina.
Nei rapporti con gli altri, una volta spiegato che tu non puoi mangiare certe cose perché ti fanno male, e che queste certe cose sono molte, e che quelle che ti restano da ingurgitare, seppur in dosi massicce, sono molto poche, tutti, ma proprio tutti, compresi i figli di dieci e sei anni della tua amica, si sentiranno in dovere di chiederti: – Ma come fai a vivere senza frutta e verdura? Mica si può!
Ecco, non c’è niente di peggio di sentirti dire che se non morirai a causa delle tue allergie potresti crepare per non aver seguito la dieta mediterranea.
Grazie al cavolo.
Questo per dire che gli inizi dei miei equilibrismi sono stati difficili non solo da un punto di vista alimentare perché avevo una fame atroce, ma anche per lo strazio di doverlo spiegare agli altri.
Insomma se qualcuno legge questo spazio ed è alle prime armi con gli equilibrismi allergici posso rassicurarvi che è tutto normale. Difficile, ma normalissimo.