Oggi vi propongo il contributo di una mamma coraggiosa (quella che avrei voluto io tantissimi anni fa, ma erano altri tempi e le allergie non erano prese seriamente in considerazione come oggi).

Lascio a lei la parola.

Ciao a tutti sono la mamma di Alessia 15 anni.

Mia figlia nasce a Torino il 22 agosto 2003 e dopo 15 giorni ha iniziato ad avere problemi di bronchiti asmatiche. Abbiamo passato i primi 3 anni della sua vita attaccati all’aerosol. Molte volte è stata ricoverata in ospedale con ossigeno anche per 20 giorni.

Nel 2006 il nostro pediatra ci consiglia di fare i test allergologi che sono risultati negativi. Solo successivamente mi è stato spiegato che fino ai 3 anni (e anche di più) questi test possono dare dei falsi negativi. Con il senno di poi ho anche capito che le allergie li fanno i sintomi e non i test.

A novembre di quell’anno ci trasferiamo al mare e Alessia sembra stare meglio. Per il pediatra sembra veramente un miracolo…

Nel giugno del 2015 sono iniziati i nostri problemi. Mia figlia ha sempre mangiato di tutto ed era particolarmente golosa di pesce. Eravamo in vacanza e siamo andati a mangiare fuori: Ale ordina un piatto di acciughe. Dopo un’ora esatta ha iniziato a gonfiarsi: labbra, occhi, mani e prurito incessante dappertutto.

Visto che sono una a cui piace informarsi sul tema, ho subito capito che si trattava di una reazione allergica, anche se non potevo sapere né immaginare che la situazione potesse degenerare, come poi è accaduto. Ho chiamato la guardia medica e l’ho fatta venire in hotel. Alessia era spaventata, ma tutto sommato stava bene senza nessun segno preoccupante. La guardia medica fa un’iniezione di cortisone e le prescrive un antistaminico. Il tempo che mio marito andasse in farmacia e Alessia vomitava tutto quello che aveva mangiato.

Il giorno successivo chiamo il medico che mi rassicura dicendo che le acciughe, se non sono fresche o non pulite bene, possono dare reazioni allergiche e di continuare con antistaminico e cortisone per tre giorni evitando di mangiare ancora pesce.

Passa l’estate senza nessun problema e a fine agosto andiamo a mangiare nel ristorante degli zii di mio marito. Mia figlia inizia ad aiutare la zia a pulire i gamberi e dopo tre minuti esatti aveva le mani gonfie come zampogne. Mangiamo e dopo quindici minuti si gonfia di nuovo e riferisce di sentirsi la gola gonfia. La zia le fa un’iniezione di cortisone e corriamo al primo pronto soccorso. Siamo stati in osservazione tutta la notte e siamo usciti al mattino con un referto di probabile allergia ai crostacei.

Dopo un mese succede la stessa cosa, ma questa volta mangiando del pomodoro. Facciamo i test e risulta allergica a crostacei, acari, parietaria e composite. Mia figlia non la prende bene, perché le abbiamo dovuto eliminare dalla dieta anche il pesce. Anche se dalla sera in cui aveva toccato i crostacei non ne aveva mai mangiati, l’allergologo dell’ospedale Gaslini ci dice che potrebbe essere allergica ad altri tipi di pesce (pur essendo risultati negativi ai test).

Alessia inizia di nuovo ad avere bronchiti asmatiche, spesso e volentieri cross reazioni con pomodoro, miele, ananas, bagnoschiuma e shampoo, aloe vera, ecc. Nel 2016 Alessia ha avuto un’altra bronchite asmatica e l’allergologo ha ritenuto che fosse opportuno prescriverle dei puff di Broncovaleas e di Clenil al posto del classico aerosol. Mentre ci trovavamo in un centro commerciale Alessia accusa un forte mal di testa quindi come in altre occasioni assume un Oki. Dopo venti minuti inizia a gonfiarsi tutta la faccia, le mani, gli occhi, le labbra. Aveva delle bolle di orticaria grosse come una mano in tutto il corpo. Ho pensato subito che fosse una reazione a qualcosa appena mangiato al McDonald.

Riccore alla terapia che le è stata consigliata dall’allergologo, ma non migliora. Abbiamo chiamato ambulanza, ma nel frattempo mia figlia ha iniziato ad accusare dolore al petto, vomito e mancanza di aria. Per fortuna vicino a noi c’era un signore, allergico, munito di adrenalina che ha provveduto a farla a mia figlia e ha aspettato con noi l’ambulanza per dare indicazione ai sanitari.

Arrivata l’ambulanza le viene fatta un’iniezione di cortisone e viene portata al pronto soccorso dove è stata trattenuta due giorni con una diagnosi di anafilassi.

In quel periodo mia figlia era in cura in un altro ospedale di Genova, dove la dottoressa che l’aveva in cura non credeva alle sue allergie e continuava a ripetere che le reazioni di mia figlia fossero causate dalle tonsille. Le fa fare l’Isac test dal quale risulta tutto negativo e le dà il via per una dieta libera (crostacei compresi). Su nostra insistenza prescrive l’adrenalina (con una singola ricetta per comprarla, perché con un referto che diceva che “la paziente è arrivata al pronto soccorso con un’evidente anafilassi” sosteneva che si fossero confusi con i sintomi di una tonsillite).

Ringrazio Dio di non essermi fermata là e, con una scusa legata alla somministrazione della metacolina, facciamo un’ulteriore visita all’ospedale Gaslini. Nel frattempo oltre ai broncospasmi compaiono i primi attacchi di panico (presi alla sprovvista, all’inizio erano difficili da gestire).

Mia figlia esegue la spirometria con tre somministrazioni di metacolina, ma tutte e tre non sono andate a buon fine. Alla prima somministrazione Alessia smette di respirare e bisogna interrompere il test.

A maggio di quest’anno mia figlia ha avuto un’altra reazione allergica dopo l’assunzione di una compressa di Oki. Abbiamo così iniziato la procedura per eseguire i test di provocazione (non per gli anti-infiammatori perché a detta dei medici era troppo pericoloco, ma per la tachipirina sì, alla quale non è risultata allergica).

Da quel momento per fortuna le viene prescritta l’adrenalina.

Ad ora non mangia tanti tipi di pesce e ha parecchi broncospasmi (soprattutto nei periodi in cui parietarie e composite fioriscono). Le sono stati totalmente banditi tutti gli antinfiammatori.

Ci stiamo abituando a con-vivere con le sue allergie. La nostra grande fortuna è quella di aver quasi sempre trovato sia tra il personale scolastico che nei ristoranti, persone molto attente e scrupolose verso le sue allergie.

Grazie.

Madia, mamma di Alessia 15 anni.

Grazie a te. Quando ho letto la tua storia mi è sembrato di (ri)vivere la mia odissea tra pronto soccorso, medici poco preparati e tanta paura. Quest’ultima, con il passare degli anni, ti rimane appiccicata addosso purtroppo. Alessia però ha la grandissima fortuna di avere una madre come te e di essere arrivata a ottenere una diagnosi a quindici anni. A me ce ne sono voluti molto di più (ma come dicevo all’inizio, oggi siamo più sensibili al tema delle allergie e più ne parliamo e prima si andrà incontro ad una soluzione, senza brancolare a vuoto).

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