Ci sono dei giorni in cui mi sento orgogliosa per la tenacia e il coraggio con cui ho affrontato le mie allergie. Sono tante e l’ultimo shock anafilattico lo ricordo molto bene anche se è passato un po’ di tempo da quella volta. Oggi, riguardando indietro la mia convivenza con le allergie, posso dire che mi hanno permesso di crescere molto come persona e che alcune doti (o che comunque io ritengo tali) si sono evolute e mi sono diventati utili nella vita di tutti i giorni. Posso sembrare poco modesta, ma credo che ogni tanto una pacca sulle spalle ho imparato a darmela da sola.

Vivere con le allergie mi ha insegnato ad avere pazienza. Vivere con le allergie e con i miei tre figli, per la verità. Pazienza come paziente. E non parlo solo delle ore in sala d’attesa (non ho mai fatto un conteggio esatto, ma rimarrò con questo dubbio matematico), ma anche di pazienza nel fare per quasi dieci anni il vaccino antiallergico (la cosiddetta immunoterapia) in attesa che qualche Prick desse segno di miglioramento (che alla fine per fortuna c’è stato). Pazienza nei confronti di chi tutt’ora ti fa sentire inadeguata perché non puoi mangiare “come una persona normale” (che poi come sarebbe ‘sta persona normale?).

Vivere con le allergie mi ha insegnato ad osservare. In un mondo in cui tutto va alla velocità della luce, essere attenta ai particolari più insignificanti e ricordarseli può fare la differenza per una persona allergica. Curare un diario quotidiano per anni ti aiuta ad avere consapevolezza nelle scelte che fai. Ecco, io vivo in modalità osservatrice ogni giorno. Magari i miei figli e mio marito potrebbero avere qualcosa di cui lamentarsi visto che vedo e ricordo (quasi) tutto, ma il mio spirito di osservazione non permette loro di farlo.

Vivere con le allergie mi ha insegnato ad apprezzare le piccole cose.
Certo, mi direte voi, mica c’è bisogno di avere tutte le allergie che hai tu per farlo!
No, sicuro, ma assaggiare un alimento che non hai potuto mangiare per anni, vi assicuro che permette di cogliere anche i più piccoli piaceri della vita che molto spesso sono dati per scontati. Poi, qualcuno mi potrebbe accusare di accontentarmi di poco, ma a me quel poco piace. E questo basta.

Vivere con le allergie, il blog in questo caso, mi ha permesso di conoscere tante persone nelle mie stesse condizioni. In molti casi avevano solo bisogno di scambiare qualche parola con qualcuno che avesse vissuto la medesima situazione perché, quando ci sei dentro fino al collo, ti sembra di essere da solo nell’universo. E invece, nella sfiga di essere allergici – e magari allergici gravi – è bello sapere che almeno virtualmente non si è soli. Questo ha aiutato loro, ma ha aiutato anche me. Grazie. Sono piccole soddisfazioni, quelle piccole cose di cui scrivevo sopra.

Per concludere, devo dire che negli anni ho avuto dei grandi alleati.

Primo fra tutti quel sant’uomo di mio marito che mi supporta (e sopporta) con la sua ironia e il suo affetto da quando avevo 28 anni.

I miei medici senza i quali non avrei fatto il piano terapeutico che mi ha portato a stare meglio.

Ultimi, ma non meno importanti: la lettura e la scrittura. Ho letto fior fiore di manuali sullo stare bene con me stessa nonostante il mio sistema immunitario ballerino, alcuni dei quali ho proposto anche qui tra le pagine di questo notes virtuale. Aggiornare un diario delle allergie mi ha spronato ad essere più oggettiva e super partes principalmente nei periodi più complicati e nei quali davvero non sapevo a che santo votarmi.

Non lo so se senza allergie sarei arrivata alla stessa consapevolezza. magari sì, chhissà? Comunque sia, eccomi ancora qui e pronta ad aggiornarvi sui miei equilibrismi.

E a voi, cosa vi hanno insegnato le vostre allergie su voi stessi?