Allergia ai collant

Da anni non porto più i collant (e di conseguenza le gonne, salvo d’estate) perché non riesco a trovarne prodotti in puro cotone (al massimo contenenti una piccola percentuale di elastam) o di seta.
All’inizio della mia convivenza con l’allergia al nichel è stata una delle primissime cose che sono riuscita a sostituire. Tra il 2000 e il 2005 riuscivo ancora a comprare collant in tessuto naturale.
I collant in cotone erano coprenti e molto resistenti. A me piacevano molto esteticamente, ma anche perché duravano di più delle normali calze, visto che non si smagliavano praticamente mai. Solo l’usura e i continui lavaggi li hanno resi inutilizzabili nel tempo. Improvvisamente però hanno smesso di produrli: cioè li fanno, ma sono misto poliammide o acrilico. Osannatissima è la microfibra (che è e rimane poliammide e tessuto sintetico al 100%). Per me i componenti sintetici sono micidiali. A parte il prurito, le gambe e il giro vita si riempiono di puntini rossi leggermente in rilievo.
Ho dovuto convertirmi ai pantaloni rigorosamente in cotone e ai calzini in filo di scozia in cotone 100%.
Ho cercato nel web qualche produttore lungimirante per noi ragazze allergiche, ma al momento non ha ancora avuto fortuna. Qualche volta, quando avrei proprio voglia di vestirmi con una bella gonna, mi solletica l’idea di produrmele da sola.
Qualcuno ha qualche idea di come si fanno dei collant di cotone?
Se qualcuno conosce qualche tessitore di collant vecchio stampo, me lo faccia sapere, magari proviamo a convincerlo a venirci incontro, almeno per farsi una bella pubblicità (visto che immagino che i tessuti sintetici siano decisamente più economici).
In alternativa, fate un fischio e proviamo a farcele da sole: che ne dite?
Voi che soluzioni avete adottato?

Update 2/2/2016: sono stata contattata per una segnalazione interessante. Vi consiglio di dare un’occhiata al sito di Blueforet.