Allergie, smartphone e tablet

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Le allergie non vanno in vacanza. E’ un dato di fatto, ma io sì :). Ahah.

L’estate 2014 è stata strana. Tanta pioggia, molta umidità e qualche antistaminico in più a causa della mia allergia all’alternaria. Ho fatto comunque tanto mare e come ogni fine agosto che si rispetti, mi volto indietro e mi dico: – Ma è già finita? Non è possibile!

Nelle ultime due settimane ho serenamente poltrito in riva al mare a leggere. Credetemi, non ho fatto altro. Ho letto libri di carta, e-book (molto più comodi e leggeri dei loro colleghi tradizionali) e lo smartphone per restare informata.

La notizia che ha campeggiato a fine agosto – di nuovo – è che l’uso di tablet e telefonini di nuova generazione sia responsabile di reazioni allergici da contatto. Ho interpretato la news in parole povere: si chiama allergia al nichel. Da allergica al nichel di lungo corso, mi sono fatta una bella risata. No, non per l’aumento delle reazioni allergiche in generale (questo mi intristisce molto, invece), ma per il fatto che sia inevitabile che oggetti costruiti prevalentemente in metallo possano causare delle dermatiti in chi ne fruisce.

Se quando ero bambina i colpevoli potevano essere solo bigiotteria e orologi, oggi a finire sul banco degli imputati ci sono i più prestigiosi gadget tecnologici, se fabbricati in metallo e non in materiale a prova di allergico. Non mi pare una grande notizia, né mi pare ci sia da scandalizzarsi tanto. Mi pare che serva solo spirito di osservazione. Quando si allergici, è una di quelle sensibilità che vanno esercitate alla grande.

C’è una soluzione. Anzi due. La prima è quella di utilizzare custodie in materiale al quale non si sia allergici. Io per esempio ho coperto il telefonino con un guscio in silicone (perfetto anche per evitare di frantumarlo ogni volta che mi scivola a terra e a me capita spesso). La seconda, più drastica, è quella di usare il meno possibile telefonini o tablet a contatto diretto con la pelle. E’ sufficiente appoggiate il tablet su un tavolo, anzichè direttamente sulle gambe, per esempio, visto che di solito la parte in metallo è il rivestimento esterno o usare gli auricolari per parlare al cellulare. In entrambi i casi ci vuole solo un pizzico di banale e sottovalutato buon senso :).

E voi come avete passato le vostre vacanze? E le vostre allergie?

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Simonetta B.
Vivere in compagnia di un sistema immunitario speciale come il mio mi ha insegnato a cogliere il meglio che mi è permesso. Tutto sta a vedere ciò che posso fare (e non quello che devo evitare). Essere allergica è un lavoro che mi tiene allerta tutti i giorni, 24 ore su 24. Questa è la mia storia con le allergie, solo mia, perché ogni allergico ha una sua storia personale, clinica e umana.