Allergie: la storia di Sara

Oggi c'è la storia di Sara, una ragazza pluri-allergica come me, alle prese con le difficoltà, i dubbi, le paure e, perché no, la volontà di andare avanti nonostante le allergie e di raccontarsi a Vivere con le allergie.

Oggi racconto una storia che è arrivata a Vivere con le allergie dopo che vi avevo invitato a raccontarvi in questo giardino d’inverno.

Il racconto è di Sara, pluri-allergica come me, alle prese con i molteplici equilibrismi con cui convive da tempo.

“Ciao Simonetta,
sono Sara e so di essere allergica dal 2001 quando ho avuto il primo shock anafilattico.
Prima, nessuno mi prendeva sul serio. Dopo, invece, ho notato che purtroppo se ne sa davvero pochissimo e c’è tanta voglia di far finta che il problema non esista. Lo dico perchè alle cene spesso mi dicono che, al contrario di me, “sono tutti buone forchette!” Come se io avessi scelta! Io amo la buona cucina e sono impegnata da anni a viverla bene cercando di rendere appetitosa anche la più triste verdurina. Spero infatti che si moltiplicheranno i blog di ricette per allergici al nichel e che pubblichino dei libri per aiutarci un pò.
In particolare sono allergica +++ al nichel, ma anche a latticini che mi scatenano la colite e alle farine che mi gonfiano tantissimo. Ho edemi sotto il mento e le tonsille sono spesso gonfie. Gli alimenti ricchi di istamina mi provocano pruriti sotto le mani e i piedi (e ovviamente non tollero il contatto con i metalli proibiti per noi). Polvere di gesso, polvere dei muri e acari mi creano crisi di tosse convulsa. Ho fatto due volte il test e ha dato sempre lo stesso risultato a distanza di anni.
Ovvero primo sfogo a 5 anni, shock anafilattico nel 2001 per della novalgina, poi 2 patch e prick test e nel mentre la dieta di eliminazione.
Ho fastidio e rush con i bottoni dei jeans e dei reggiseni, con i vestiti colorati di nero e blu specie se sudo e i gioielli quasi tutti tranne quelli in rame, oro giallo puro e accaio, ma dipende.
Ho provato tanti trucchi, ma qualsiasi cosa per ora mi fa uscire sfoghi e brufoli o lacrimare gli occhi, per cui per me la cosa migliore è non truccarmi e basta. Al massimo, solo le labbra.
Non mi va e non posso spendere per i prodotti della farmacia, ma soprattutto non mi va di rischiare quando poi non posso portarli indietro nè avere campioncini (di solito mi viene la dermatite). Per cui testo parecchio e di tutto per vedere se va bene.

Curo un blog dove annoto i miei esperimenti che si chiama I primi cinque. Non è esclusivamente un blog per allergici al nichel. Recensisco prodotti ed gli effetti che hanno su di me, ovviamente da prendere con le pinze perchè una pelle non allergica non tendente alla dermatite e ai brufoli può tollerare benissimo prodotti che io invece purtroppo non posso usare.

Il peggior nemico per ora che ho individuato è l’alcol, ma anche la betaina e la camomilla, l’aloe e le spezie tipo curcuma e zenzero che a volte si trovano negli shampoo bio, ma anche i conservanti come il methylchloroisothiazolinone.

Di recente è uscita la linea testata OmniaLab, ma ci sono anche la Forsan, la Dermaplus e i Provenzali che trovo nei supermercati. Penso di testarli pian piano. Ci sono poi prodotti più costosi di erboristeria come Verdesativa (non so è bio) e Biokap (che ho testato).

La mia dieta prevede per colazione latte scremato o yogurt e torta o biscotti fatti in casa, fiocchi di riso o alcuni tipi di fette biscottate. Per pranzo mangio riso o pasta con i ceci (2-3 volte) e con il sugo fatto in casa dell’anno prima (2 volte e che non mi basta mai e finisco sempre prima del tempo perché lo uso anche per fare le lasagne. Ops :)!). Poi consumo pesce bianco, pollo e vitello, latticini non stagionati, peperoni, cetrioli, zucca, zucchine, trocadero iceberg, fagiolini, bieta, cicoria, finocchi e pochissime carote, più una patata, 2 uova, qualche salume e un pò di ricotta a settimana. Uso frutta di stagione, tranne pere e prugne. Niente cibi industriali. Tutto il resto è out.
La routine è impietosa e finisco per mangiare prevalentemente riso, pollo, insalata e mele, anche se so che  è pericoloso e perchè dopo mi vengono le voglie. Ci vuole tanta pazienza.

Per concludere vorrei solo aggiungere una cosa che mi sono dimenticata di dire ma che è mi pare importante: il mio allergologo mi disse che se l’allergia compare nell’infanzia potrebbe anche scomparire ,ma in età adulta no. Me lo disse dopo aver fatto il primo test, la dieta, il vaccino e di nuovo il test. Diciamo quando sono andata a farmi la visita per vedere se ero migliorata.

Bisogna conviverci e secondo me arrivare al punto che stai bene e non ci pensi piu, quando diventa normale scegliere determinate cose e avere determinate abitudini e allora non ti pesa più perché diventa parte della tua vita e della tua routine :).

Spero di essere stata utile per qualcuno a non sentirsi più né solo né scoraggiato. Siamo davvero tantissimi, solo che la maggior parte ne parla o ne prende coscienza solo se viene tirata in ballo da altre persone allergiche, poichè vive facendo finta di niente oppure dando la colpa ad altri motivi che non siano l’allergia.

Iniziare a vivere meglio scegliendo prodotti da mangiare freschi, bio, testati, migliori a causa dell’allergia non è una condanna. E’ stata ed è per me un’occasione per volermi piu bene.

Coraggio e presto.

Sara”

Grazie Sara per la tua storia e per la positività (resilienza allergica 😉?) che il tuo racconta trasmette. Hai proprio ragione: dobbiamo volerci tanto bene :).

Felice weekend a tutti.

p.s. Se avete anche voi voglia di condividere con Vivere con le allergie i vostri equilibrismi, potete inviarli direttamente a vivereconleallergie@gmail.com.

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