A.A.A: allergia, alternaria, asma

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Weekend faticosissimo.
In realtà già dal 1° maggio la gola ha cominciato a stringersi e il respiro a farsi più pesante.
Purtroppo, e con un certo anticipo rispetto alla mia media stagionale, temo che si tratti di alternaria (per sapere che cos’è vi lascio anche il link alla voce di wikipedia).
Si tratta di muffa che sprigiona le sue spore in ambienti particolarmente umidi e caldi e che da mercoledì scorso rende l’aria irrespirabile.
Fa caldo e al mare si vedono nubi leggerissime di nebbia salire dall’acqua. In riva in realtà mi sembra di respirare meglio. La situazione peggiora quando rientro in casa o in ambienti chiusi.
L’ultima crisi di questa portata risale a parecchi anni fa e allora la causa scatenante era stata una cantina chiusa da molto tempo. Da allora ho sempre cercato di evitare ambienti così con queste temperature.

Purtroppo per motivi di lavoro di nuovo in questo periodo devo trascorrere una giornata a settimana in un ambiente ricoperto di muffa e quindi assieme al clima simil-tropicale di questi giorni, non mi permette di ri-ossigenarmi da una settimana all’altra.

Per compensare il debito di ossigeno che accuso ho ripreso la mattina presto le mie belle camminate sul lungo mare di Pesaro. La sensazione di apertura delle vie respiratorie è quasi immediata. Il mare – come lo yoga – è sinonimo di benessere e solo vedere la distesa di acqua davanti a me mi fa sentire meglio.
Quando si dice non esistono più le mezze stagioni.

1 COMMENT

  1. Anche io soffro di questa terribile malattia, e non sempre è possibile visitere dei posti, sopratutto i boschi dove mucchi di foglie si spostano col nostro cammino

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